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2015 - Vanyllino, dannatamente buono.

La nuova campagna pubblicitaria Perfetto, firmata da Rino Cetara e Alfredo Rizzi presenta la gamma degli arrotolati Vanyllino. E lo fa con una sottile ironia che contraddistingue da sempre gli annunci dell’azienda che tendono a catturare la complicità divertita di chi legge.


Il nuovo annuncio fa il verso ad un cult movie che ha segnato la storia del cinema: l’esorcista. Il nuovo prodotto ha “un’anima di biscotto” perché al palato rivela tutto il suo sapore di autentico frollino, anche se la sua struttura fisica è quella di un cono per gelato. Quasi una virtù nascosta, una doppia personalità che il nuovo annuncio svela a suo modo e tende a portare fuori. Il prodotto si sostituisce a Linda Blair e levita staccandosi dal letto, come accade nel film durante l’esorcismo. Il titolo esorta il prodotto a rivelare la sua bontà: “Frollino esci da questo cono”. Un sapore di frollino nascosto nel cono. Che diavoleria è mai questa? Lo ribadisce anche la chiusura del testo che intende ribadire la sua unicità: “diavolo di un cono”.

2010 - Non faremo mai un cono più buono dell’altro.

“Questa o quella per me pari sono”. Prendiamo a prestito una celebre frase del Rigoletto di Verdi per evidenziare l’obiettivo prefissato dall’azienda nel realizzare questo annuncio: testimoniare l’impegno costante nella produzione che assicura sempre la stessa bontà del prodotto, sia che si tratti di un cono stampato, sia che


si tratti di un arrotolato. Per ragioni che attengono unicamente a preferenze di gusto del consumatore ed all’abbinamento con la crema gelato, si può essere indotti a credere che oggettivamente una tipologia di cono possa avere più gusto rispetto all’altra. Perfetto ribadisce la sua filosofia: tutti i suoi coni avranno sempre un gusto superlativo, quello della bontà indiscussa che nasce dall’impiego di materie prime di altissima qualità.

2007 - The winner is...

Vincere un premio prestigioso è il riconoscimento e la conferma di un lavoro ben fatto, una testimonianza ancora più significativa se arriva dagli addetti ai lavori. Il minimo che si possa fare in queste occasioni è ringraziare. I creativi non perdono l’occasione e, nel farlo, ripropongono ancora una volta un annuncio “graffiante”


strutturato su una doppia chiave di lettura semantica che racconta l’entusiasmo dell’azienda e la soddisfazione della stessa agenzia per il prestigioso ed esclusivo riconoscimento. Un cono (il prodotto per l’azienda) premiato con una coppa. Irresistibile.

2006 - Crash test.

Non basta creare coni e cialde eccellenti. Bisogna garantire il perfetto stato di integrità del prodotto senza più “rotture di scatole”, dall’imballaggio al trasporto, dalla consegna all’utilizzo. La nostra azienda lo fa in modo eccellente e lo comunica ai propri clienti. Una campagna firmata ancora una volta da Rino Cetara


e Paolo Ferrigno che viene premiata per la sua originalità da una giuria internazionale, e che conferisce alla nostra comunicazione il primo premio assoluto di categoria: il premio UNICA della rassegna Comunicando.

2005 - Complimenti per i gelati venduti. Meno per i coni scelti.

Avere una visione strategica sulle azioni di comunicazione non esclude quella di averne anche una critica, almeno per noi. La visione critica testimonia la propensione di una azienda a valutare l’efficacia o la debolezza di una comunicazione con equilibrio ed oggettività e, nel caso, metterla in discussione.


E’ possibile argomentare sulla bontà del prodotto senza necessariamente riferirsi a quella dei competitor che, nella fattispecie, viene rappresentata sulla base di una presunzione quanto meno opinabile: la non gradevolezza dei prodotti concorrenti. Un concept strategico che oggi non declineremmo allo stesso modo ma focalizzando piuttosto l’attenzione sulla qualità del nostro prodotto, come è giusto che sia e come abbiamo sempre fatto in tutti gli altri casi

1996 - Il vostro gelato buono da cima a fondo.

Il gelato ideale è quello buono da cima a fondo. La nostra azienda “stressa” da sempre il concetto di cono fragrante ed equilibratamente dolce che non si sovrappone al gusto della crema gelato, ma si fonde con essa. Un concept che viene rappresentato nel visual da una azione palesemente iperbolica che mostra


un gelato morso a partire dal cono. Lo spiazzamento è dato proprio dallo stravolgimento dello stereotipo di una immagine classica: un cono normalmente si gusta a partire dalla crema. Il trattamento insolito conferisce una particolare forza al visual che ferma l’attenzione e allude alla promessa di bontà del prodotto.

1992 - Quest’anno abbiamo portato a spasso tonnellate di gelato.

L’azienda macina risultati entusiasmanti confermati dai volumi di vendita. Proprio questo dato significativo viene assunto come concept strategico per la nuova comunicazione. L’annuncio è strutturato come Copy Ad, cioè un annuncio basato essenzialmente sulla parte scritta dove il visual assurge a supporto


complementare. Rino Cetara è il giovane copywriter che realizza il testo. L’annuncio recita: “Anche quest’anno abbiamo portato a spasso tonnellate di gelato”. E’ implicito il riferimento al volume delle vendite dei coni Perfetto, sempre più scelti dalle gelaterie italiane. Le successive campagne, fino al 2006, saranno realizzate direttamente dallo stesso in coppia creativa con Paolo Ferrigno. In quel decennio la coppia si aggiudica anche una nomination dell’Art Director’s Club Italiano, uno dei riconoscimenti più ambiti per un pubblicitario.

1989 - Perfetto!

I pantone e i pennarelli regnano sovrani nelle agenzie di pubblicità. Si lavora ancora in camera oscura per la fotografia, il web muove i primi passi, i testi sono fotocomposti (fino agli anni '80 i sistemi collegati a macchine fotocompositrici elaboravano il solo testo senza immagini). I primissimi Mac hanno una potenza ed


una versatilità risibili se paragonate a quelle di oggi. L’annuncio di quell’anno era quasi ovvio. L’agenzia propone una semplice rappresentazione del prodotto su un vassoio supportato dalla headline “Perfetto!” (Il cognome del fondatore dell’azienda dato alla gamma di prodotto). Una affermazione che costituiva una promessa di bontà “di nome e di fatto” come si scriverà poi negli annunci successivi.